Autore: Sergio Barboni

La Croce del Vettore

La croce posta sul Vettore, piegata dal peso del ghiaccio e dal vento che sulla vetta raggiunge velocità eccezionali, è diventata il simbolo identificativo più recente della montagna. D’altronde innalzare il simbolo della cristianità sulle vette più alte è un’abitudine che si perde nei secoli, un gesto che ha sempre conservato la volontà di dichiarare “consacrati” quei luoghi così remoti ma carichi di valore simbolico. Il Vettore, come tutte le montagne più alte, non è stato dispensato da questa consuetudine. E’ stato sempre presente nella fantasia dei montanari ed anche chiamato con nomi diversi. Quando Damiano Marinelli il 4...

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Il Lago degli Spiriti

“Quivi soggiornano i diavoli, et danno risposta a chi li interroga”. Così, nella sua Descrittione di tutta Italia, Leandro Alberti descriveva nel 1557 l’inquietante atmosfera del Lago di Pilato, nel cuore dei Monti Sibillini. La leggenda del Lago di Pilato, d’altronde, ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Già presente nella cultura dei Pastori italici, che tra rocce e grotte compivano sacrifici a Ercole, la pessima fama del bacino viene ulteriormente arricchita nei primi secoli dell’era cristiana, quando il lago è additato come il luogo che ha inghiottito il cadavere di Ponzio Pilato, il governatore romano colpevole...

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Cima dell’Osservatorio

La Cima del Redentore (2448 m.) è la vetta più alta dell’Umbria. Nell’800 si pensava che fosse la cima più alta dei Sibillini e quando nel 1876 l’alpinista Damiano Marinelli vi salì d’inverno, aveva il nome di Vettore, mentre quest’ultimo si chiamava Cima di Pretara. L’antecima, a 2350 metri, è chiamata Cima dell’Osservatorio perché vi doveva sorgere un osservatorio meteorologico per iniziativa del prof. Giuseppe Bellucci, direttore dell’Osservatorio di Perugia e presidente della locale Sezione CAI. Sarebbe stato il terzo sugli Appennini dopo quelli sul Monte Cimone in Emilia e sul Monte Tiriolo in Calabria; l’edificio era previsto incassato...

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Castelluccio di Norcia

CASTELLUCCIO di Norcia Sorto nel XIII secolo come castello di poggio, col nome di Castello de’ Senari (dal longobardo senaita, cioè confine, limite), è stato per secoli l’ultima frontiera del territorio di Norcia e l’estremo presidio dei suoi pascoli comunali. Residenza delle famiglie di pastori impegnati nella transumanza, l’antico castello, trasformatosi col tempo in Castel di Monte Precino e, dal ‘500 in poi, in Castelluccio, costituisce uno degli insediamenti più elevati dell’intero appennino, posto com’è a 1453 metri di quota. Per secoli freddo e gelo lo hanno isolato dal resto del mondo e fino agli anni sessanta Castelluccio restava...

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Arquata del Tronto

E’ definita la Città dei Parchi in quanto nel territorio comunale ricadono due Parchi Nazionali, quello dei Monti Sibillini a nord e quello Gran Sasso-Monti della Laga a sud. Il paese è dominato dal maestoso castello che fu edificato, secondo la tradizione, nel XIII secolo da Giovanni II di Napoli e fu potenziato da Giovanna II d’Angiò. Una leggenda narra che la regina attirava i pastori della zona nella sua stanza in cima alla torre con la promessa di una notte di piacere. Dalla qualità delle prestazioni amorose dipendeva il loro destino: se insoddisfatta, la Regina faceva appendere alla...

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