Autore: Sergio Barboni

Val di Tenna/Infernaccio

La Val di Tenna è sempre stata un passaggio obbligato per l’attraversamento dell’appennino. Era la via più breve e accessibile usata dagli Etruschi, i Romani e tutte le popolazioni che per necessità dovevano attraversare l’Appennino. Fu anche territorio di aspre contese fra Visso e Montemonaco per i ricchi pascoli della Valle Lunga e di Capotenna. Le gole formate dal fiume Tenna, chiamate dell’Infernaccio, sono tra le più suggestive di tutto l’Appennino. Anticamente l’Infernaccio era chiamato “Golubro”, dal latino “Gula“ che significa gola e “Lubricum” che significa scivolosa e impenetrabile. Inizialmente non c’erano ancora le vie consolari e per gli spostamenti...

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Castelluccio: la divisione della montagna

Il Comune di Norcia ebbe origine probabilmente dall’organizzazione di operai, artigiani e commercianti e già dalla sua nascita si dotò di uno Statuto e di un complesso sistema amministrativo e politico che venne applicato tanto al centro urbano quanto al contado. Quasi tutto il VI libro degli Statuti di Norcia, per la precisione 70 rubriche 
risalenti al 1346, è dedicato alla ripartizione dei beni comunali situati alle 
quote più alte delle montagne a oriente dell’altopiano di S. Scolastica. Si trattava dei beni appartenenti alla collettività e come tali inalienabili e godibili dai nativi residenti nel comune, a condizione che
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La Spoleto Norcia

La montagna di Norcia e la Valnerina hanno sempre avuto stretti rapporti culturali ed economici con Spoleto. Già agli inizi dell’ottocento si pose il problema del miglioramento dei collegamenti esistenti con la realizzazione della strada nursina, progettata tra il 1830 e il 1835 dall’ingegnere Riccardi e realizzata dal 1837 al 1854. Contemporaneamente s’iniziò a parlare di un progetto ferroviario, ipotizzando un collegamento attraverso le valli del Nera, del Corno e del Tronto fino ad Ascoli. Nel 1896 il comune di Spoleto dette incarico all’ing. Bezzi di progettare una prima tratta ferroviaria, da Spoleto fino a Piedipaterno, ma i costi elevati costrinsero...

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Il Lago di Fiastra

  Il lago di Fiastra, il più grande bacino idroelettrico delle Marche, ha una capacità totale di 20 milioni di metri cubi, una profondità massima di 87 m. e uno sviluppo pari a 254 m. con una superficie di 6 km². La sua quota è di 650 metri s.l.m. I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1954 con la costruzione della diga a sbarramento del torrente Fiastrone, affluente del Chienti. Il primo studio per realizzare la diga risale però a molti anni prima della sua costruzione, addirittura al 1917. San Lorenzo al Lago è il paese che sorge sulle sue...

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Kellerbauerweg

Il Kellerbauerweg è una bella e panoramica traversata di circa tredici chilometri, sul filo dei 2400 metri, che percorre l’intero crinale Lavina delle Pecore, dal Rifugio Giovanni Porro/ Chemnitzerhütte al Monte Spico/ Speickboden, tra la Valle di Rio Bianco e la Valle di Selva dei Molini. Tracciata negli anni 1906-09 dalle sezioni di Chemnitz e di Taufers del DOAV (Deutscher und Österreichischer Alpenverein), quest’Alta Via è intitolata al prof. Theodor Norbert Kellerbauer, presidente della sez. di Chemnitz dal 1883 al 1894. Viene percorsa in parte in tre nostri giri: Giogo del Corno (http://www.sibillini-mtb.it/percorsi-alpi-dolomiti/giogo-del-corno/), Giogo di Selva (http://www.sibillini-mtb.it/percorsi-alpi-dolomiti/giogo-di-selva/) e Tristental...

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