Sorto nel XIII secolo come castello di poggio, col nome di Castello de’ Senari (dal longobardo senaita, cioè confine, limite), è stato per secoli l’ultima frontiera del territorio di Norcia e l’estremo presidio dei suoi pascoli comunali. Residenza delle famiglie di pastori impegnati nella transumanza, l’antico castello, trasformatosi col tempo in Castel di Monte Precino e, dal ‘500 in poi, in Castelluccio, costituisce uno degli insediamenti più elevati dell’intero appennino, posto com’è a 1453 metri di quota. Per secoli freddo e gelo lo hanno isolato dal resto del mondo e fino agli anni sessanta Castelluccio restava inaccessibile da novembre ad aprile, al punto che fu imposto al parroco “l’obbligo di suonare i sacri bronzi”, cioè le campane della chiesa, ad ogni bufera di neve per indicare la strada ai malcapitati viandanti. Tra il 1960 e il 1965 furono costruite tre strade asfaltate e il suo secolare isolamento invernale ebbe fine.

Il Monte Veletta lo sovrasta e con i suoi 1614 metri è un vero balcone a portata di mano su gran parte del territorio. Da qui abbiamo scelto di scattare delle foto pubblicitarie per prodotti della Garmin rivolti al mondo dell’outdoor e dell’avventura e migliore location non potevamo scegliere.

 

Castelluccio negli anni ha mantenendo intatto il suo aspetto e l’ambiente naturale circostante. Vecchie foto e cartoline del secolo passato mostrano quanto poco sia cambiato il borgo. I drammatici eventi tellurici del 2016 non pregiudicheranno un luogo dove storia, leggende, tradizioni si sono fuse con la natura in una suggestione unica e irripetibile….

 

…..e come è scritto in una piccola pietra cinquecentesca murata all’esterno di un muro del paese, “LA PATIEZA SUPERA LA FORTEZA” (la pazienza supera la forza), con il tempo e con la pazienza si riuscirà a superare anche questo momento.