La Cima del Redentore (2448 m.) è la vetta più alta dell’Umbria. Nell’800 si pensava che fosse la cima più alta dei Sibillini e quando nel 1876 l’alpinista Damiano Marinelli vi salì d’inverno, aveva il nome di Vettore, mentre quest’ultimo si chiamava Cima di Pretara. L’antecima, a 2350 metri, è chiamata Cima dell’Osservatorio perché vi doveva sorgere un osservatorio meteorologico per iniziativa del prof. Giuseppe Bellucci, direttore dell’Osservatorio di Perugia e presidente della locale Sezione CAI. Sarebbe stato il terzo sugli Appennini dopo quelli sul Monte Cimone in Emilia e sul Monte Tiriolo in Calabria; l’edificio era previsto incassato nella roccia, dotato di rifugio per gli alpinisti e collegato ad una torretta sulla cresta, contenente tutte le apparecchiature di misurazione. I lavori iniziarono nel 1887 con la realizzazione della mulattiera da Forca Viola, ma inspiegabilmente non furono mai portati a termine; unica memoria del fatto è il toponimo che ancora oggi è Cima dell’Osservatorio e i materiali di scavo che vi giacciono accumulati. Si raggiunge facilmente da Forca Viola, un po’ più impegnativo è il percorso dal Rifugio Zilioli. Per le recenti disposizioni del Parco dei Sibillini, il sentiero di cresta del Redentore è vietato alle MTB.