Dopo i crolli e gli smottamenti su tutto il gruppo dei Sibillini, dovuti al sisma del 2016, ora è il Lago di Pilato a preoccupare!
Il Lago di Pilato costituisce uno dei luoghi simbolo dell’intero Parco.
Anticamente chiamato Lacum Sibillae, è l’unico bacino naturale di origine glaciale nelle Marche, situato a 1.941 m. s.l.m. sotto la cima del Monte Vettore, la vetta più alta di tutti i Monti Sibillini (2.476 m.).
Le misure del lago variano: mediamente sono di circa 900 metri di lunghezza per 130 metri di larghezza con una profondità di 8-9 metri. Il lago non ha immissari visibili, ma sul fondo sono presenti inghiottitoi che possono essere relazionati con le sorgenti del fiume Aso attraverso canali carsici sotterranei.
Il bacino d’acqua non è sempre uguale nel corso dell’anno, essendo alimentato sia dalle piogge che dallo scioglimento dei nevai, e nemmeno è sempre identico nel corso delle varie annate.
Una foto scattata il 14 maggio 2017 già mostrava una preoccupante carenza di acqua, quasi invisibile sotto la poca neve che ancora ricopriva l’invaso. Un’estate particolarmente siccitosa ha completato l’opera di prosciugamento tanto che ad agosto il lago era completamente scomparso. Il timore è che le scosse del 2016 possano aver creato delle variazioni nella falda acquifera sottostante, come successe anticamente per le falde del piano di Castelluccio e dell’area di Visso. Cosa sia successo non è ancora chiaro. Gli storici affermano che il lago ha tra i 10mila e i 15mila anni, e ha quindi resistito ad una grande successione di terremoti. Possibile che proprio quello del 2016 abbia compromesso le falde? Nessuno è in grado di escluderlo. Ricordiamo però che il lago si asciugò quasi completamente nell’estate del 1990 e nel 2012 il livello delle acque fu particolarmente scarso nonostante uno degli inverni più nevosi degli ultimi 50 anni. E’ indubbio che il territorio dei Sibillini dopo il terremoto sia cambiato e presto vedremo di quanto. È orribile essere testimoni di questo scempio ma purtroppo le nostre montagne si sono formate così!

(foto copertina di Riccardo Tosti)