I pantani:

Accumoli rappresenta uno scenario naturalistico tra i più spettacolari e particolari d’Italia. Sono formazioni lacustri di origine glaciale, “anomali” poichè il territorio è prevalentemente costituito da formazioni calcaree (quindi molto permiabili), mentre nel caso dei Pantani l’acqua ristagna per la presenza di strati argillosi presenti nel sottosuolo. Altra importante caratteristica è la presenza di un’alga che in particolari condizioni climatiche colora la superficie dell’acqua di colore rosso.  Durante tutto l’anno ampi pascoli allo stato brado fanno il loro ingresso in questo piano per dissetarsi e questo non fa altro che amplificare l’effetto scenografico e visivo di chi per la prima volta va a farvi vista. Sembra un luogo dimenticato dal turismo di massa e lontano centinaia di anni da quella che è la realtà, sia per la distanza da strade, sia da aree coltivate, il tutto arricchito tutt’intorno da folti boschi spontanei. L’area in questione è stata dichiarata Sito di Importanza Comunitaria della Rete Natura 2000.

Cenni storici:

Il piano dei Pantani di Accumoli rappresenta una terra di confine di tre Regioni (Lazio,Marche,Umbria) e prende il nome dal vicino Comune. Questo territorio dopo l’invasione dei Longobardi (575 d.C.) ha fatto parte del Ducato di Spoleto e successivamente dei territori di Capodacqua, Arquata e Amatrice. Con il passare degli anni, furono numerose le successioni territoriali, così verso la metà del 1200 Accumoli lo donò al Regno di Napoli , questo per evitare il colpo di mano della Chiesa e rimase a quest’ultimo fino all’Unità d’Italia.

I ceppi di confine:

Proprio perchè punto strategico a cavallo di tre regioni, tutt’intorno è possibile notare dei ceppi che delimitavano il confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli (Nord-Sud). Uno è presente sulla cima del Monte dei Signori e l’altro alle sue pendici, ma c’è ne sono altri nelle colline vicine. Guardano bene  la superficie di questi ceppi ricavati da grosse rocce è possibile notare a distanza di secoli delle incisioni:

Le Chiavi di San Pietro (se poste in direzione dello Stato Pontificio)

Il Giglio (se poste in direzione del territorio del Regno Borbonico)

La linea sulla testa indicava la direzione del confine e quindi la posizione del ceppo precedente e successivo

La numerazione che va da 1 a 649 seguita da una lettera alfabetica

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